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Martina

Comunichiamo solo con le parole!?

Il titolo voleva essere una provocazione ma se state leggendo questo articolo forse ci sono riuscita. 🙂

Quando parlate con qualcuno vi siete mai fermati ad osservarne i movimenti delle mani, degli occhi oppure le espressioni del viso? A volte, mentre ascolto quello che la persona sta dicendo, mi capita di perdermi a osservare altre cose, dettagli…e la cosa devo ammettere mi diverte parecchio perché si scoprono molte sfumature della conversazione.

Quando comunichiamo con le parole (comunicazione verbale) pensiamo di trasmettere il nostro messaggio…ma non è così, almeno non necessariamente. Ci sono altri fattori che influenzano una comunicazione: la voce, il tono, il corpo…Osservando il tuo interlocutore potrai capire e decifrare, per esempio, se ti sta ascoltando veramente, se è interessato o se ti sta mentendo; allo stesso tempo, si ha la grande possibilità di capire di mettere in atto quello che viene chiamato il registro comunicativo migliore, ovvero il modo migliore per arrivare al tuo interlocutore mettendolo a proprio agio.

Uno degli aspetti forse più complicati è stare attenti noi stessi a non comunicare involontariamente messaggi negativi perché, senza rendervene conto, potreste compromettere la comunicazione in modo definitivo …quindi fate attenzione, e lo stesso vale per gli altri. Quante volte, ad esempio, ci è capitato di dire ‘La prima impressione che ho avuto su quella persona era corretta!”. Questa non è una sensazione comune, ma un dato di fatto: nel 90% dei casi della prima impressione è sufficiente per percepire, in positivo o negativo, una persona, e sicuramente questo giudizio va ben oltre le poche parole che possono essere state scambiate. Vale per gli altri ma vale anche per noi ovviamente.

Il linguaggio del corpo comunica moltissimo e molto meglio delle parole; anche il minimo gesto può rivelare, ad esempio, il vostro livello di sicurezza e di autostima. Ricordatevi che non mentiamo solo con le parole ma soprattutto con il corpo e il più delle volte senza rendercene conto. Prendendo spunto dalle celebri ricerche  Albert Mehrabian, professore di psicologia all’UCLA, le parole rappresenterebbero solo il 7% della comunicazione. Tutto il resto della comunicazione è non verbale (oltre il 50%), ovvero i movimenti del corpo, la gestualità, le espressioni e paraverbale (oltre il 30%), cioè il modo in cui qualcosa viene detto: tono della voce, timbro,velocità.

E allora che fare? Cercare almeno di fare attenzione ad alcuni aspetti della comunicazione non verbale. Ecco alcuni consigli:eyes

Stare attenti agli occhi

Puoi intuire se la persona con cui stai parlando ti stia ascoltando oppure no. Ti faccio un esempio: se noti che le pupille sono dilatate vuol dire che è interessato a te e a ciò che stai dicendo. Interessante vero? Pensa che questo tema fu studiato già nel 1890 ma approfondito nel 1970 da Richard Bandler e John Grinder.

Un piccolo consiglio per chi dovesse avere un colloquio di lavoro e vuole fare bella figura: è importante tenere un contatto diretto con gli occhi dell’interlocutore senza guardare in basso ma senza insistere troppo per non mettere a disagio chi hai davanti.

Stare attenti alla mimica facciale e ai movimenti del corpo8-70-1

La mimica facciale è importante perché riflette le emozioni del tuo interlocutore. Essendo molto rapida nelle variazioni è però di difficile cattura. Un aspetto, invece, più facilmente osservabile è il movimento della testa. Piccoli cenni di annuire sono chiamati head nodding e dimostrano attenzione.

Un’altra azione importante è la stretta di mano. Una stretta di mano decisa e forte esprimerà sicurezza e carattere. Tutti piccolo segnali che danno modo di trarre delle impressioni sulle persone e farsi un’idea. La postura nel linguaggio non verbale è uno degli indicatori più informativi ma anche complessi, perché è legata non solo allo stato emotivo della persona durante la comunicazione ma anche ad aspetti di personalità. Per esempio, una postura rigida, eretta, esprime dominanza mentre una postura dritta ma non rigida comunica sicurezza. Infine, è sempre bene evitare di incrociare le braccia o muovere nervosamente le gambe durante la comunicazione perché indica chiusura e nervosismo.

Che dire…ora tocca a te?

Prova a mettere in atto ciò che hai letto e dimmi che ne pensi. Hai avuto occasioni di notare questi particolari? Se ti va commenta l’articolo, mi farebbe piacere sentire la tua opinione in determinate situazioni in cui ti sei trovato.

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Martina
Martina

Ognuno di noi ha il suo carattere, le sue esperienze, le sue abitudini e c’è chi vuole tenerlo nascosto oppure esprimerlo come farò io! In questo modo vorrei mettere in condivisione i miei pensieri, le mie passioni con voi...un buon modo per confrontarsi e mettersi in discussione...che ne dite? Chi sono? Sono Martina, sono nata a Treviso il 5 gennaio del 1989. Ho iniziato a giocare a basket all’età di 6 anni e fino ad arrivare alla Laurea in Scienze e tecniche della comunicazione grafica a Mestre (ISTITUTO UNIVERSITARIO SALESIANO VENEZIA). Di che cosa mi occupo? Potrei dire che sono un graphic designer ma mi occupo anche di marketing, scrivo articoli per il blog per l’azienda in cui lavoro e mi interfaccio con le persone che incontro nel web. Sono dell’idea che non voglio insegnare nulla a nessuno ma esprimere le mie esperienze e condividerle e magari anche imparare sempre qualcosa in più!